AGLIO FRESCO e agli selvatici: risorse di primavera

In apertura, vedete una piantina  di aglio fresco.  Lo trovate ora ai mercati contadini, forse anche in qualche supermercato ben attrezzato.

Non l’avete mai provato ? Fatelo ora, perchè tra un po’ di tempo non lo troverete più, fino all’anno prossimo.  E’ prodotto stagionale, una delle risorse della primavera.

I cipollotti no, quelli li trovate  sempre… ma la cipolla è propagata per seme, quindi  basta seminarla e, dopo un po’, ecco i cipollotti freschi. L’aglio no, il seme non lo fa. Vengono piantati gli spicchi dei bulbi, che però hanno un loro ritmo: per un periodo di tempo sono dormienti, cioè non germogliano. Poi lo fanno, seguendo il loro ciclo; se la nuova piantina viene lasciata crescere, produce un altro bulbo completo, che poi può essere conservato.

Ma allora, perchè consumarlo?  Eh, una  volta quando arrivava la primavera c’era voglia di vegetali freschi; non era come adesso, che troviamo sempre di tutto, che ci arriva da tutto il mondo. E allora, in primavera si apriva la caccia a tutto quello che diventava disponibile: erbe selvatiche, germogli e chi più ne ha più ne metta; cose che adesso sono tornate di moda, ma su questo magari torneremo ancora.  E poi, l’aglio conservato poteva anche essere finito.  Quindi anche l’aglio fresco, prima che inizi a formare il bulbo, al massimo quando il bulbo è appena accennato entra nel paniere.

Allora, se non siete di quelli che “l’aglio no !” provatelo. Come ? Qui sotto vi dò qualche ispirazione, ma buttatevi e immaginate voi come potreste fare.  Tra l’altro, andare a cercarlo dai produttori è anche ottimo modo per rallentare un po’ e rilassarsi. Potete usarlo sia crudo che cotto, ma, importante: NON BUTTATE la parte verde !!

allium triquetrum

Allium triquetrum in fiore

A proposito, sapete che il genere Allium comprende oltre 700 specie, diffuse soprattutto nelle zone temperate o fredde dell’emisfero nord ? Potenzialmente sono quasi tutte commestibili, in qualche fase della loro vita. Ne abbiamo anche noi. Chi di voi abita o ha occasione di andare in una zona mediterranea, però negli ambienti più freschi, adesso trova un tripudio di Allium triquetrum; le foglie sono buone, piccantine e un po’ dolci. Di nuovo affrettatevi: quando la pianta ha fiorito e fatto il seme, sparisce fino al prossimo inverno. Non fatevi problemi a raccoglierne un po’: dove c’è, è abbondantissimo, quasi una infestante; magari non raccogliete i bulbi, che non danno molta soddisfazione: sono piccoli e molto profondi: non vale la pena.  Sorpresa: sono buonissimi anche i  fiori: sanno di aglio, sono un po’ dolci e con profumo di nettare; in un’insalata di pomodorini fanno un figurone.

Se poi volete venire con me a Pasqua: formate un gruppo, 8-10 persone e contattatemi: facciamo un’escursione in Liguria e alla fine raccogliamo l’aglio selvatico; dettagli a chi è interessato !

Sogliola su letto di aglio fresco

I puristi del pesce cotto senza aggiunte, che conservi solo il sapore del mare, diranno che sono matto. Ma, se volete provare, può anche darsi che vi piaccia.

Sogliole, secondo il numero di persone; vi consiglio di non togliere la pelle

Una pianta di aglio fresco per due sogliole medie

Olio di oliva (buono!!)

Limone

Sale

Se volete: aneto o fiori di finocchio selvatico

sogliola

La sogliola, qui nella variante senza aglio fresco: mi sono dimenticato di fotografarla

Semplicissimo:  tritate grossolanamente l’aglio fresco e fatelo leggermente appassire nell’olio, in una padella; aggiungete le sogliole e qualche fettina di limone  tagliata sottile; coprite e fate cuocere lentamente. Le sogliole produrranno liquido sufficiente per la cottura. A metà cottura, se volete, cospargete di aneto secco o fiore di finocchio.

Girate le sogliole, scoprite per fare asciugare il liquido.

 

 

 

Filippo D’Antuono – piudimille.com
Marzo 2018 – Tutti in diritti riservati

 

Insalata di spinaci giovani, foglie di cima di rapa e aglio fresco

insalata aglio fresco

Ed ecco l’insalata di spinaci, cima di rapa e aglio fresco

Questa è molto semplice, a parte il trovare cima di rapa al giusto stadio. Gli spinaci giovani, quelli da mangiare crudi, ormai li trovate abbastanza facilmente. Un po’ più difficile trovare la cima di rapa al giusto stadio; sono le  foglie degli ultimi ricacci a fine ciclo delle varietà precoci, molto piccole e tenere, che quasi nessuno raccoglie. Ma qualche produttore locale può averle.  Come alternativa, da cime di rapa “normali”, potete provare e scegliere le foglioline più giovani apicali, quelle vicine al fiore.  Non vanno bene invece le foglie più vecchie, quelle da cuocere. Se non trovate la cima di rapa giusta, potete usare rucola, ma è un po’ diversa.

Semplicissimo:  tagliate l’aglio fresco a pezzetti, compreso il “verde”; pulite gli spinaci e le cime di rapa, tenendo solo la foglia (i piccioli sono un po’ duri). Condite con olio di oliva, ma deve essere ottimo.

Unisce i due piccanti, dell’aglio fresco e della cima di rapa cruda, con la delicatezza dello spinacio: molto armonico, a mio parere.

Filippo D’Antuono – piudimille.com
Marzo 2018 – Tutti in diritti riservati