Le Alpi Apuane


alpi apuane(Visualizza la mappa in scheda separata)

 1. Introduzione

2. Articoli

 
 
 

1. Le Alpi Apuane: introduzione

alpi apuane più di mille

paesaggio apuano

Le Apuane sono una catena parallela al mare. Sono connesse all’Appennino alla Foce Carpinelli, dove sui stacca un crinale verso sud, che si innalza poco dopo nel Pizzo d’Uccello, uno dei simboli delle Apuane. Questa dorsale, che segna anche il confine tra Lunigiana e Garfagnana, si congiunge alla catena principale in corrispondenza del monte Grondilice. Da qui, un ramo va ad ovest, dividendo la piana di Massa e Carrara dal bacino dell’Aulella, col monte Sagro. L’altro va a sud est, dividendo la Versilia dall’alta valle del Serchio (Garfagnana).  Il Serchio gira attorno alle Apuane, segnandone il confine meridionale, anche se le montagne finiscono prima, attorno alla conca di Camaiore. Il ramo di sud est dei monti contiene quasi tutte le cime principali, dal Cavallo, Tambura all’Altissimo, il Corchia,  la Pania della Croce, con le sue appendici e il ProcintoNonaMatanna. Una piccola catena laterale che si stacca dal Cavallo, verso nord contiene il Pisanino, la cima più alta. Un’altra dal gruppo del Sella, contiene la piramide del Sumbra.

la classica vista del sagro e del tambura, da bocca di magra

la classica vista del sagro e del tambura, da bocca di magra

Le Alpi Apuane non passano inosservate: per ragioni naturali e per come gli uomini le stanno gestendo. Le sagome delle Apuane sono comunque diverse da quelle di tutti gli altri monti attorno. La vista più famosa è quella dal versante marino: si alzano dalla piana della Versilia per tutta la loro altezza, quasi 2000 metri. Dalla Lunigiana, mostrano al massimo le loro frome aguzze e alcune altissime pareti rocciose. Dalla Garfagnana sono un po’ più domestiche, ma sempre “Alpi” in confronto all’Appennino, che è proprio di fronte.

 

 

 

pizzo uccello e castello da strada garfagnana agosto 2006 1

la parete nord del pizzo d’uccello, vista dalla lunigiana

la catena delle apuane, vista dal crinale appenninico

la catena delle apuane, vista dal crinale appenninico

 

 

 

 

 

 

E poi sono la casa delle cave di marmo. Attività che esiste da sempre, è vero. Ma che, negli ultimi 40 anni ha fatto uso di tecnologie che prima non c’erano. Da una parte, hanno reso il lavoro meno faticoso, non più quella specie di roulette russa che appare dalle cronache del passato. Ma, dall’altra, anche più veloce. Girando per le Apuane si ha a volte la sensazione che tutta la loro imponenza, asprezza, resistenza all’erosione non servirà a niente. Se vogliamo demolirle, è solo questione di tempo, forse neanche tanto. Il risultato sono montagne tagliate a fette e detriti scaricati in quantità enormi giù per i pendii. E’ quello che ancora si dice che fa parte del “paesaggio delle Apuane”, che viene scambiato per neve da chi le vede la prima volta e non pensa che sul mare, a certe quote, la neve non c’è praticamente mai.

cave del bacino di carrara

cave del bacino di carrara

discarica di cava, valle arnetola

discarica di cava, valle arnetola

 

 

 

 

 

 

i crinali delle apuane nord non sono percorsi escursionistici

i crinali delle apuane nord non sono percorsi escursionistici

 

Una caratteristica è evidente per camminare sulle Apuane: a meno che non siate qualcosa di più di escursionisti, il crinale non lo potete seguire. Nella parte nord è sempre difficile, tranne attorno al monte Tambura. Nella parte sud si può fare qualcosa di più. Per di più, lungo tutta la catena non esistono veri valichi stradali; le due strade che le attraversano passano in galleria. Alcune strade portano abbastanza vicino alle cime; molte piste di cava arrivano ai crinali e sono percorribili in fuoristrada, ma ovviamente non vi incoraggio a farlo. Quindi non resta che partire da qualche parte in basso e salire. Non è poi male, dato che in questo modo si riesce a vedere bene l’ambiente e, soprattutto, le vecchie vie di lizza, che hanno rappresentato l’altra faccia (rispetto a quella attuale) del lavoro di cava. Senza dimenticare i paesi, tanti, antichi, tutti suggestivi, da soffermarvisi un po’; molti, purtoppo, ormai senza possibilità di alloggio. Poi, arrivati in cima, la vista mare è assicurata (tempo permettendo).

una via di vagli di sopra

una via di vagli di sopra

vecchia via di lizza, bacino di colonnata

vecchia via di lizza, bacino di colonnata

 

 

 

 

 

 

vecchio edificio di cava

vecchio edificio di cava

 

Se siete abituati all’Appennino, le Apuane vi possono intimidire. Sia per le pendenze per i diversi sentieri esposti, che per l’ambiente, reso a volte più drammatico dalle cave. Quelle del passato, con manufatti ed edifici abbandonati, e quelle attuali. Oltre al loro impatto visivo, c’è la suggestione dei rumori. Potete camminare a lungo col rumore delle macchine che stanno tagliando a fette la roccia o scaricano i detriti lungo i pendii. Può anche capitare, specie il sabato verso l’ora di pranzo, che all’improvviso scenda il silenzio; poi comincia a suonare la sirena che precede lo scoppio delle mine. E le prime volte fa impressione.

Camminado per le Apuane, vi accorgerete che erano anche ambienti pastorali, un tempo: lo vedete nei numerosi insediamenti ormai in rovina, sparsi un po’ ovunque. Campo Catino è l’esempio più noto, anche perchè adesso è quasi completamente restaurato. E lo potrete sentire anche dai racconti di chi le ha vissute qualche decennio fa: molti erano cavatori e pastori. Ambienti anche agricoli, per quel po’ che si poteva; agricoltura di terrazzamento, come potete vedere nella conca di Vinca: il famoso pane era prodotto col grano di quei terrazzi, macinato nei mulini della valle; adesso è ancora prodotto, ma il grano non c’è più. Un po’ la stessa storia del lardo di Colonnata.

l'insediamento pastorale restaurato di campocatino

l’insediamento pastorale restaurato di campocatino

le vecchie terrazze un tempo coltivate della conca di vinca

le vecchie terrazze un tempo coltivate della conca di vinca

 

 

 

 

 

 

le salite dal versante marino possono essere molto ripide !

le salite dal versante marino possono essere molto ripide !

 

Salire sulle Apuane dai versanti interni è relativamente più comodo, per la morfologia meno aspra e le pendenze in media minori. Le salite dal versante mare sono quelle in cui si sperimentano le grandi pendenze ed i grandi dislivelli, tra i maggiori che possiate trovare in un’unica salita in tutto l’Appennino settentrionale.

 

 

vista verso le panie e la versilia dalla cima del sagro

vista verso le panie e la versilia dalla cima del sagro

Tra le alte montagne Apuane, il Sagro è quella più accessibile e una delle più panoramiche: vista sulla Versilia, la foce del Magra e il golfo di la Spezia; Alpi Marittime e isole del Tirreno servite, con tempo chiaro;  la conca di Vinca e tutte le alte Apuane, e tratti di Appennino. Si sale da Foce di Pianza, poco dopo Campocecina, in poco più di un’ora, ma non è banale. Ma se lo volete approcciare invece da Colonnata, o da Forno, bene, avrete tra gli itinerari escursionistici più impegnativi che possiate trovare (non fatelo se non siete bene allenati e sapete cosa vi aspetta).

 

vista sul cavallo dal grondilice

vista sul cavallo dal grondilice

Pizzo d’Uccello, Pisanino, Contrario e Cavallo non sono per escursionisti; potete girarvi attorno per i vari itinerari che salgono dalle valli e dai paesi. Col Grondilice ci potete provare, ma se l’ultima salita non vi piace, fermatevi alla Finestra del Grondilice, il valico più alto delle Apuane dopo la Bocchetta della Pania.

Il Tambura è la montagna escursionistica per eccellenza. Non accessibile come il Sagro, ma non difficile e piazzata in mezzo alla catena, con viste quindi ovunque, oltre che sul mare e sull’Appennino. Circondata da vie di lizza e da quella meraviglia che è ancora la via Vandelli: strada di pietra settecentesca che ancora resiste in buona parte. Salire lungo la marmifera del passo della Focolaccia può essere non molto attraente; meglio dalla conca di Vagli. La salita dal versante marino per la Vandelli, fino al passo Tambura, non si può perdere; salire poi dalle vecchie vie di lizza è una di quelle “imprese” che prima o poi si vogliono fare.

vista veso la foce del magra ed il golfo di la spezia, dalla salita al tambura

vista verso la foce del magra ed il golfo di la spezia, dal crinale del tambura

il tracciato della via vandelli, e la costa della versilia, dal passo tambura

il tracciato della via vandelli e la costa della versilia, dal passo tambura

 

 

 

 

 

 

 

Poi bisogna di nuovo saltare il gruppo del Sella.  L’Altissimo è proprio un belvedere sulla costa, ma è da prendere con la dovuta cautela. Il Sumbra sembra inaccessibile, ma lo è facilmente dal suo versante est, meno da ovest. Il Corchia è poco frequentato, perchè adombrato dalla vicinanza della Pania della Croce, forse il monte più frequentato in assoluto, dopo il Sagro. Ci si avvicina dal versante di Garfagnana ma, anche qui, potete provare la salita dal versante marino; non trovate le pendenze delle lizze di Resceto e Forno, ma il dislivello può essere da record.

la piramide della cima del sumbra, da passo fiocca

la piramide della cima del sumbra, da passo fiocca

sumbra, fiocca, tambura, da pania della croce

sumbra, fiocca, tambura, da pania della croce

 

 

 

 

 

 

Segue poi la parte dove le quote diminuiscono. Monti che spesso sono liberi da neve quando le alte cime sono innevate, e che potete quindi godere anche d’inverno. Però attenzione, le Apuane restano Apuane: continuate a trovare rocce, pareti, pendenze e dislivelli seri, sentieri esposti. D’inverno, anche senza neve, occhio ai tratti ghiacciati, che trasformano escursioni abbordabili in cose da non fare. Il gruppo del Procinto e l’arco del monte Forato sono le attrazioni più note di questa zona, che riserva però ancora possibilità quasi infinite di camminare e paesi da visitare. E richiede ancora fiato, se salite dal versante marino.

alpi apuane - le sagome del monte nona e del gruppo del procinto, in una mattina d'inverno

le sagome del monte nona e del gruppo del procinto, in una mattina d’inverno

luce del tramonto sul monte forato, con il suo arco di pietra e la chiesa di cardoso

luce di tramonto invernale sul monte forato, con il suo arco di pietra, e la chiesa di cardoso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2. Le Alpi Apuane: articoli

 Alpi Apuane e cave di marmo