Appennino emiliano-romagnolo, Romagna Toscana, Mugello

 

Appennino emiliano-romagnolo, Romagna Toscana, Mugello(Visualizza la mappa in scheda separata)

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1. Appennino emiliano-romagnolo, Romagna Toscana, Mugello: introduzione

marradi da monte carnevalone

la valle di marradi, dai monti circostanti

Appennino emiliano-romagnolo, Romagna Toscana, Mugello: tre nomi per un tratto difficile da definire, ma abbastanza bene individuato.  Sul versante nord del crinale, comprende le valli del Santerno, Senio e Lamone; quindi da un punto di vista amministrativo, siamo un po’ in provincia di Bologna (Emilia) e un po’ in quella di Ravenna (Romagna). Sul versante sud, c’è la valle della Sieve, la cui parte alta si chiama Mugello e quindi siamo in Toscana. Però la Toscana entra anche a nord del crinale, con un comune per valle: Firenzuola, nell’alta valle del Santerno; Palazzuolo, in quella del Senio, e Marradi, in quella del Lamone: e questa è la cosiddetta Romagna toscana, un posto geograficamente romagnolo ma in cui parlate e cibi diventano sempre più toscani, avvicinandosi al crinale.

 

 

orto spaventapasseri

un orto solitario, nei monti di palazzuolo sul senio

Il crinale, appunto, lo facciamo andare, schematicamente, dal passo della Futa al passo del Muraglione, dove inizia la zona di Campigna. E’ tutto boscoso; sarete impressionati dall’estensione dei boschi, soprattutto nel tratto che si allontana di più dalle strade, tra la Colla di Casaglia e il Muraglione.  Ci sono però cime e radure con punti di vista aperti, che rendono le escursioni più piacevoli.  Il crinale potete percorrerlo tutto, sia organizzandovi per i ritorni oppure, a pezzi, salendo e scendendo dai centri di fondovalle, come più di 1000 vi suggerisce. Tra l’altro, qui una delle “alte vie” formali, che adesso vanno tanto di moda, quella emiliano-romagnola “dei parchi”,  si allontana dal crinale, un po’ perchè parchi non ce ne sono e un po’ perchè siamo per un tratto in Toscana.  Il risultato, anche di questo, ma non solo, sono luoghi a volte un po’ solitari, certamente più di quanto la loro posizione e quota vi farebbe aspettare.

Tutte le mete sono raggiungibili abbastanza agevolmente ma, al solito, basta usare la fantasia e potete crearvi quello che volete. Certamente non è alta montagna, ma lunghezza e dislivelli possono non mancare; anzi, qui più che in alta montagna, se volete fare collezione di dislivello, viste le quote, dovete prendervi anche la lunghezza e un bel po’ di su e giù! Per di più qui inizia la cosiddetta formazione marnoso-arenacea che produce strati più o meno inclinati, fino a perfettamente orizzontali, che sembrano scalini costruiti; creste spesso sottili, ripide, a volte impraticabili; altre volte invece creano discese belle esposte, che appagano anche quei seccatori dei duri e puri. E poi ci sono anche in zone un paio di ferrovie, che vi consentono di fare lunghe escursioni semza bisogno di tornare anche indietro, se le studiate bene.

521 alto per gamogna

stratificazioni orizzontali della formazione marnoso arenacea

discesa da monte della colonna

.. e una discesa un po’ da vertigine presso crespino del lamone

 

 

 

 

 

 

 

Se volete fare proprio i viandanti, potete anche pensare di partire da Prato, farvi tutto il crinale dei monti della Calvana, fino al valico di Citerna e poi alla Futa. O da Firenze, scavalcando la dorsale che separa dalla valle dell’Arno da quella della Sieve, e scendere lì, a Borgo San Lorenzo.  Ma di cose in alternatuva ce ne sono tante, per mettervi alla prova su questi monti bassi.

Salite da Firenzuola al Sasso di Castro, una delle ultime appendici ofiolitiche,  e girate un po’ alla testata della valle del Santerno. O dal fondovalle di Sieve al crinale; o ancora da Marradi o Crespino del Lamone, sempre verso il crinale principale o i crinali circostanti.   O ancora, già in val Montone, da San Benedetto in Alpe verso la cascata dell’Acquacheta (classica passeggiata) e oltre, fino al monte Lavane. Troverete di certo poca gente e molte mandrie nelle radure.

mulattiera acquacheta

la mulattiera tra san benedetto in alpe e la cascata dell’acquacheta

metanodotto monte peschiena monte lavane

il tracciato del metanodotto algerino, tra monte peschiena e monte lavane

 

 

 

 

 

 

 

Comunque, in questi luoghi bisogna anche non trascurare le quote più basse, e le passeggiate anche brevi, per evitare di rinunciare a qualcosa di bello. Salite le valli dei tre fumi,  che partono da Imola, Castel Bolognese e Faenza. Cercate le varie abbazie sparse qua e là, da quella più famosa, l’eremo di Gamogna, a tutte le altre, e scegliete se raggiungerle camminando molto o poco. Cercate anche i centri che erano stati abbandonati; alcuni sono stati recuperati, altri purtroppo no. E’  il caso di Campergozzole, quello della foto vicino al link che porta a questa pagina; fino a non moltissimo tempo fa era un borgo abbandonato, bellissimo, ancora perfettamente accessibile, in cui c’erano ancora vecchi macchinari agricoli nelle case; adesso non si vede quasi più. Però, poco distante, sul crinale, c’è la chiesa di Lozzole, che invece è stata restaurata. Se camminate in queste valli, di vecchi insediamenti che ricordano come viveva la gente ne trovate a volontà.

eremo  gamogna cortile

il cortile interno dell’eremo di gamogna

lozzole

la grande chiesa di lozzole

 

 

 

 

 

 

 

via degli asini brisighella

la via degli asini, a brisighella

 

 

E poi, siete mai stati a Brisighella ? Se no, andateci e non ve ne pentirete. Ma anche a Palazzuolo, Marradi e gli altri centri più piccoli, che potete usare per partre per stare, mangiare e partire per le vostre escursioni

 

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