Appennino modenese-bolognese-pistoiese

 

appennino modenese bolognese pistoiese(Visualizza la mappa in scheda separata)

 1. Introduzione

2. Articoli

 
 
 

 1. Appennino modenese-bolognese-pistoiese: introduzione

Appennino modenese-bolognese-pistoiese: dal passo dell’Abetone alle sorgenti del Reno; prima è ancora alto Appennino, poi il crinale si abbassa e i paesaggio cambia definitivamente.

cimone da monte lancino

monte cimone, visto da monte lancino

Il passo dell’Abetone segna già uno stacco. La morfologia dei monti, verso est, è ancora apparentemente simile al tratto precedente, ma già la struttura delle rocce cambia un po’. La zona è dominata dalla piramide del monte Cimone, la montagna più alta, che dalla dorsale principale, al Libro Aperto, si spinge verso nord, con un alto crinale lungo quasi cinque chilometri (guardatelo sulla mappa). Il Cimone attira, ha una grande vista, ma indubbiamente il suo fascino è diminuito dagli impianti dell’osservatorio che si trova sulla cima e dalle piste di servizio. Al Cimone si può salire abbastanza facilmente partendo dal piazzale di pian Cavallaro, per uno dei sentieri più dissestati che si possano trovare. Ma se ci si volesse cimentare in uno giro circolare, partendo dal paese storico di Fiumalbo, o da Fellicarolo, frazione montana da più di 1000, ed includendo il crinale tra Libro Aperto e Cimone, si fa qualcosa di lungo e abbastanza impegnativo, ma che soddisfa anche i duri e puri.

crinale cimone da  libro aperto

il crinale tra libro aperto e monte cimone

cima dell'omo cime romechio apuane nuda da libro aperto

il crinale di cima dell’omo e le apuane, dal libro aperto

 

 

 

 

 

 

 

 

croce arcana crinale libro aperto cimone

l’ampio valico di passo della croce arcana, con lo sfondo del cimone e libro aperto

Ad est dell’Abetone, il crinale principale si alza nel Libro Aperto, una montagna con due cime rocciose la cui salita diventa ripida ed impegnativa se affrontata dal versante sud, partendo ad esempio da Rivoreta. Poi, andando verso est, dopo i rilievi di monte Lancino e Cima Tauffi, segue il grande valico del passo di Croce Arcana, attraversato da una pista percorribile in auto e quindi frequentatissimo in estate, come punto di partenza per il lago Scaffaiolo e la zona del Corno alle Scale. Prima di arrivare a questi luoghi, dal monte Spigolino si stacca verso N la dorsale dei monti della Riva, che scende fino al lago di Pratignano, ormai quasi completamente invaso dalla vegetazione, uno degli ambienti naturali più interessanti dell’area.

 

pania croce versilia cupolino scaffaiolo, crinale libro aperto da corno

vista dal corno alle scale: lago scaffaiolo e monte cupolino, bazlo nero e crinale delle tre potenze, pania della croce e alpi apuane meridionali, costa della versilia

pratignano corno alle scale

la conca del lago di pratignano e, sullo sfondo, il corno alle scale, con i balzi dell’ora

 

 

 

 

 

 

 

 

 

poggio ignude poggio malandrini da monte gennaio

il crinale che scende dal monte gennaio, segna la fine dell’alto appennino tosco-emiliano

La zona del lago Scaffaiolo e del Corno alle Scale è frequentatissima, anche perché abbastanza facilmente raggiungibile dai terminali del Cavone degli impianti da sci, oltre che per la presenza di due attrazioni famose come le cascate del Dardagna e il santuario di Madonna dell’Acero. Salire al Corno può essere più o meno facile, a seconda della via che si sceglie. La cima è un po’ compromessa degli impianti di risalita, ma la vista, che va dalla conca dello Scaffaiolo fino alle Apuane, all’Appennino romagnolo e alla costa della Versilia, merita la fatica. Il Corno, come tutte le alte montagne che si rispettino in questa parte di Appennino, è un po’ laterale rispetto al crinale principale che qui piega a sud, per aggirare l’alta valle del Reno. Dopo il monte Gennaio, montagna interessante e non molto frequentata, il crinale scende, fino al passo dell’Oppio e poi al valico di Piastre, dove nasce il Reno. L’alto Appennino finisce e, con le caratteristiche di queste zone, non lo ritroveremo più.

madonna dell'acero

il santuario di madonna dell’acero

cascate dardagna

il sentiero che costeggia le cascate del dardagna

 

 

 

 

 

 

 

 

salita crinale poggio di mezzo

la ripidissima salita di poggio di mezzo, verso il corno alle scale

Come accennato, lungo tutto l’arco tra l’Abetone e il Corno alle Scale, le strade degli impianti da sci arrivano abbastanza in quota. Quasi nessuno quindi inizia più le sue escursioni partendo dai centri principali, come Sestola, Fanano, Vidiciatico, Lizzano in Belvedere, e nemmeno dalle frazioni montane, né le usa più come luoghi di vacanza, preferendo magari i rifugi un po’ più in alto, per qualche mangiata. Come nel parmense e del reggiano,  anche in questa area ci sono diverse frazioni che, come risultato, si sono svuotate. Certo, partire da Fellicarolo, Ospitale, Poggiolforato, Pianaccio, Monteacuto delle Alpi (uno dei paesi più belli) per raggiungere il crinale è lungo e faticoso. Ma, se ve la sentite, fatelo, cercate i pochi posti dove si possa alloggiare e fermatevi un po’. Salire al Corno dal versante di Pianaccio è, tra l’altro, una escursione impegnativa e che appaga anche i più esigenti.

Se avete voglia di fare lunghe camminate, non trascurate nemmeno di partire dalla conca di S. Marcello Pistoiese e dalle varie frazioni tra questa e Pracchia. Pracchia stessa, già nell’alta valle del Reno, è stata in passato un centro di villeggiatura, con numerosi alberghi di cui resta poco, a parte la voglia di molti abitanti di resistere e rilanciare, magari con la collaborazione di chi si ritrova nell’idea di più di 1000 !

monteacuto delle alpi

scorcio di monteacuto delle alpi

pracchia

vista di pracchia