Appennino reggiano-modenese e di Garfagnana

 

appennino reggiano modenese garfagnana(Visualizza la mappa in scheda separata)

 1. Introduzione

2. Articoli

 
 
 

1. Appennino reggiano-modenese e di Garfagnana: introduzione

Appennino reggiano-modenese e di Garfagnana: si parte dal passo del Cerreto, e si arriva al passo dell’Abetone, in riferimento all’alto crinale.

Cerreto Laghi è una delle stazioni sciistiche più antiche dell’Appennino. Come tutte, soffre della stagione corta, ma è ancora punto di riferimento anche per il turismo estivo. Da lì si può salire abbastanza agevolmente al monte La Nuda, specie quando la funivia è in funzione. Ma le possibilità di escursioni diverse non mancano: provate a vedere Cerreto Alpi, poco più sotto: un altro villaggio antico e da non perdere.

ventasso cerreto laghi da la nuda - appennino reggiano-modenese e di Garfagnana

cerreto laghi e il monte ventasso, dal monte la nuda

cerreto alpi

scorcio del centro di cerreto alpi

 

 

 

 

 

 

 

Dopo il passo di Pradarena, uno dei valichi stradali più alti, la morfologia del versante Emiliano è molto caratterizzato dalla valle dell’Ozola, che corre parallela al crinale principale, compresa tra il crinale stesso con il monte Sillano, che ha tra i più bei circhi glaciali,  il Prado, la cima più alta di tutto il crinale, e il contrafforte parallelo del monte Cusna, la seconda cima dell’Appennino settentrionale.

circo glaciale sillano

il grande circo glaciale del monte Sillano

prado apuane da piella

monte prado, con sfondo delel apuane, dal monte piella

 

 

 

 

 

 

 

Se partite dal passo di Pradarena o dal passo delle Forbici, sull’altro lato, potete ridurre il dislivello, ma le escursioni fino alle cime principali sono comunque abbastanza lunghe. Per salire dal versante emiliano, che partiate da Ligonchio, Febbio o Civago, dovete fare comunque dei bei dislivelli. Dal Cusna e dal Sillano, come dal La Nuda, vedete ancora il mare del golfo di La Spezia. Dal Cusna parte, verso N, la costiera dei monti Cisa e Prampa, due belle cime con ampie viste sulla Pietra di Bismantova e la valle del Secchia, di fronte al Ventasso.

valle liocca cusna ventasso lago bargetana

la valle dell’ozola ed il monte cusna, dal monte prado

monti prampa e cisa da piella

monti cisa e prampa e pietra di bismantova, da monte cusna

 

 

 

 

 

 

 

Il versante di Garfganana è caratterizzato dalla sua piccola capitale, Castelnuovo di Garfagnana e da un serie quasi infinita di piccoli centri, tutti interessanti. La valle, è dominata, sulla destra, dalle Apuane. Sulla sinistra, nella parte alta della valle, domina la Pania di Corfino, una montagna calcarea collegata al crinale nei pressi del vecchio insediamento pastorale di Campaiana, adesso completamente restaurato. Il paese che le dà il nome, Corfino, è un altro posto da non perdere, che può servire come base di partenza per escursioni per la stessa Pania di Corfino o, più lunghe, fino al crinale principale ed oltre.

corfino

vista del paese di corfino

Ad est del Prado, il crinale principale su abbassa al passo delle Forbici al passo delle Radici, vicino al quale non bisogna mancare di visitare S. Pellegrino in Alpe, il villaggio più alto di questa parte di Appennino, ed uno dei luoghi più suggestivi. Dal Passo delle Radici parte verso N il lungo crinale che comprende il Sasso Tignoso, uno degli ultimi gruppi di roccia ofiolitica, l’Alpesigola, con belle aree di trobiera nei pressi, ed il monte Cantiere, fino alle Piane di Mocogno; su questo crinale, che separa il bacino del Secchia da quello del Panaro, corre il tratto modenese dell’antica via Vandelli.

 

 

 

lago santo lago baccio cimone da sent 525

i laghi santo e baccio dalla discesa da monte giovo; sullo sfondo, il monte cimone

Ancora ad est del passo delle Radici, il crinale si alza ancora, a formare uno dei tratti più noti. Siamo già ormai nel tratto modenese, con i fiumi che scendono verso il Panaro. Il bacino del Lago Santo modenese si raggiunge a piedi in dieci minuti dal parcheggio ed è uno dei posti più frequentati. Peccato che questo porti a trascurare il sottostante centro montano di Tagliole, una volta luogo di villeggiatura e che adesso soffre un po’ di abbandono. Il crinale tra Giovo e Rondinaio, magari completato dal giro dei laghi, è un’altra delle mete preferite da chi si vuole cimentare con qualcosa di un po’ più impegnativo. Il giro del Giovo, partendo dal Lago Santo, è una delle escursioni più spettacolari, con le viste sul lago Santo ed il lago Baccio. Oltre a queste zone più frequentate, non è da trascurare la parte più a ovest di questo crinale, con la Cima dell’Omo e il monte Romecchio, luoghi più solitari e comunque spettacolari. Molto bello anche il contrafforte del monte Nuda, che si stacca dal Giovo e consente una veduta panoramica sull’alto crinale.

rondinaio da giovo

il monte rondinaio, visto dal giovo

parete est monte nuda crinale rondinaio

la cima del monte nuda ed il rondinaio

 

 

 

 

 

 

 

La parte finale, dopo il valico storico di foce a Giovo, risale all’Alpe Tre Potenze, con ai piedi la bella conca del lago Nero, da cui il crinale, oltrepassato il monte Gomito,  scende al passo dell’Abetone. La valle delle Pozze (denominata turisticamente val di Luce) e la zona del monte GomitoAbetone sono aree sciistiche, in cui l’impatto visivo delle piste non è indifferente (cliccate su una delle località ed ampliate un po’ la mappa, per credere!)

lago nero gomito da crinale tre potenze

monte gomito e lago nero, dall’alpe tre potenze

abetone rondinaio giovo cima dell'omo apuane da libro aperto agosto 2014

le piste da sci dell’abetone

 

 

 

 

 

 

 

 

orrido di botri foce campolino

vista dall’alto sull’orrido di botri

Sul versante Toscano, all’inizio è ancora Garfagnana, con numerosi centri storici come Barga e Castelvecchio Pascoli. Tra il Rondinaio e le Tre Potenze, ben visibile dall’alto, quando si cammina sul crinale, si trova il solco dell’Orrido di Botri, una forra profonda la cui percorrenza una volta era quasi un rito iniziale per i discesisti di torrenti, ma adesso fa parte di una riserva naturale e non è più liberamente accessibile.

Dopo Bagni di Lucca, nella parte corrispondente alla valle della Lima, si trovano ancora antichi paesi, come Montefegatesi, Limano e Vico Pancellorum, e rilievi con morfologia molto aspra, per la parziale natura calcarea delle montagne che precedono il crinale. Le salite al crinale da questo versante percorrono valli solitarie e sono indubbiamente impegnative, per distanza e dislivello. Dall’altra parte della valle si trova Lucchio paese che era in rovina, dopo essere stato quasi completamente abbandonato, ed ora è quasi completamente restaurato. La vista dal castello verso il crinale è quasi un obbligo, per chi viene da queste parti, magari da consumarsi prima o dopo una puntata in una delle trattorie della zona.

limano

una via di limano

lucchio

veduta di lucchio

 

 

 

 

 

 

 

Dall’Alpe delle Tre Potenze, scende verso SE un grosso crinale, che fa segna il confine tra le province di Lucca e Pistoia e con la valle del Sestaione che, pur confluendo ancora nella Lima, segna ormai il limite con la frazione successiva, dell’alto Appennino modenese-bolognese-pistoiese.