Appennino Romagnolo,  Falterona e Campigna

 

appennino romagnolo, falterona, campigna(Visualizza la mappa in scheda separata)

 1. Introduzione

2. Articoli

 

 

 

1. Appennino Romagnolo,  Falterona e Campigna: introduzione

valle s godenzo da monte falco

la valle di san godenzo da monte falco

Appennino Romagnolo,  Falterona e Campigna. Sul crinale, andiamo dal passo del Muraglione al valico di Monte Coronaro. Qui i fiumi romagnoli sono tutti  in Romagna, dalla sorgente alla foce. Prima il Montone, poi il Ronco, poi i vari Bidente, nascono presso il crinale e convergono prima o dopo tutti assieme per sfociare uniti vicino a Ravenna. Il Bevano è un piccolo fiume che però ha una delle foci più belle, tra lido di Dante e lido di Savio. Il Savio nasce al valico di Monte Coronaro e passa per Cesena: la parte sinistra della sua valle è ancora in questa zona. Sul versante Toscano, una prima parte è la valle di San Godenzo, ancora verso la Sieve, che arriva fin sotto ai monti Falterona e Falco. Poi  è l’alta valle dell’Arno, nota come Casentino.

Dal passo del Muraglione, il crinale si alza al monte Falco e al vicino Falterona, chè è un po’ defilato dal crinale principale; raggiunge quasi i 1700 metri, ma non è sufficiente per ricreare l’ambiente di alta montagna che c’è dal parmense al modenese. I boschi arrivano praticamente sulle cime: i mirtilli, diffusi fino a quote basse nella parte occidentale, dove in alto formano le tipiche brughiere, qui sono ridotti a pochi lembi, protetti, sul Falco e Falterona; qualche prateria di altitudine si trova al Falco, a Poggio Scali e vicino alla Burraia.

vaccinieti monte falco

lembi di formazioni a mirtillo, monte falco

poggio scali

lembi di praterie tra i boschi di poggio scali

 

 

 

 

 

 

 

La parte montana è il regno delle foreste: alcune delle più antiche in assoluto; quelle a ridosso del crinale, sul versante romagnolo, pare addirittura quasi vergini, in certi tratti. Quelle sul versante toscano su pendici meno ripide, fertili per la piovosità, in luoghi che hanno fatto la storia della selvicoltura e che si estendono fino a Vallombrosa e al Pratomagno. Adesso sono comprese in un parco nazionale, ma sono famose da tempo e conservate fino ad oggi, alcune per l’impervietà e la quasi assenza di popolazione, altre per la secolare gestione produttiva e assieme conservativa.

Con queste premesse, potete aspettarvi che si cammini tra i boschi ! Infatti le foreste continuano imponenti fino ai monti sopra Bagno di Romagna. Dopo il passo dei Mandrioli, cambiano un po’ e lasciano il posto al caratteristico paesaggio di macchia cespuglioso nei pressi del valico di Montecoronaro.

I monti Falco e Falterona sono certo le mete più frequentate dagli escursionisti, sia per l’altezza che per altre attrazioni, famose per la loro storia, come le sorgenti dell’Arno. Si possono raggiungere con tempo e fatica vari. In modo relativamente breve e con poca fatica, dalla Burraia, dal passo la Calla, ma anche dalla stessa Campigna, che è un minuscolo ma accogliente centro turistico tra le foreste. Con più impegno, a seconda da dove partite, si può salire da Castagno d’Andrea o dal passo del Muraglione. Se poi volete strafare (ma occhio a valutare bene)  potete anche salire sul crinale sulla sinistra del torrente da San Godenzo, e percorrerlo tutto fino al Falterona e anche al Falco: con tempo chiaro, grandi viste inattese, fino alle Apuane, da qualche cima trascurata, lungo il cammino.

panorama  monte massicaia

vista fino alle apuane, dal monte massicaia, sul crinale sud della valle di san godenzo

cima falterona

la cima boscosa del monte falterona, con la immancabile croce

 

 

 

 

 

 

 

Al crinale principale potete anche salire dal Casentino.  Di nuovo, ci sono varie possibilità di avvicinamento. Ma se scegliete Stia, bel centro proprio alla testa della valle, avete assicurate lunghissime escursioni, anche se non particolarmente faticose, che vi portano sia al Falterona che al Poggio Scali, oltre il  passo la Calla. Il Poggio Scali è una cima in parte scoperta, che si può raggiungere in breve dal passo la Calla, passando per uno dei tratti forestali più belli, con qualche veduta sul lago di Ridracoli e i ripidissimi versanti romagnoli. Il Casentino è comunque una bella meta turistica, con Poppi, paese medievale.

stia centro storico

vista del centro storico di stia

faggeta poggio scali

faggete del crinale tra poggio scali e passo la calla

 

 

 

 

 

 

 

L’altra grande attrazione è Camaldoli, e il sovrastante eremo. Sono raggiunti da strade e affollatissimi dal turismo religioso: meglio quindi evitare i giorni critici. Sono anche raggiungibili con belle e lunghe escursioni da vari punti del Casentino, fino a Badia Prataglia, o anche traversando da Bagno di Romagna, sempre tra grandi boschi. In questa zona, il monte Penna è un altro punto frequentatissimo, in quanto uno dei pochi belvederi rocciosi aperti sulla Romagna, quasi a picco sul lago di Ridracoli.  Le salite al crinale per le mulattiere da Bagno di Romagna, sono tra gli itinerari classici per vedere diversi vecchi insediamenti rurali abbandonati.

eremo camaldoli

l’eremo di camaldoli sbuca dai boschi, scendendo dal crinale

ridracoli da monte penna

il lago di ridracoli e i monti circostanti, da monte penna

 

 

 

 

 

 

 

Ma questi aspetti si vedono forse ancora meglio nelle valli dei vari Bidente, sul versante romagnolo, attorno al lago di Ridracoli. Di vecchi insediamenti ce ne sono tantissimi; una delle zone più belle sono i prati di S. Paolo in Alpe, con la vecchia chiesa ormai completamente crollata: la sua vista fa pensare se siano stati destinati bene i soldi per costruire nuove opere museali frequentate da quasi nessuno. In questi prati è facile vedere i daini, che qui sono di casa. La valle del Bidente di Pietrapazza è forse la più bella,  e altri centri si trovano sul crinale che la separa dal bacino di Ridracoli.

chiesa s paolo in alpe

la chiesa in rovina di san paolo in alpe

siepe dell'orso valle bidente

vista della valle del bidente di pietrapazza

 

 

 

 

 

 

 

 

portico di romagna

vista del centro di portico di romagna

 

Ancora una volta, tutta la collina e la bassa montagna di Forlì e Cesena possiede numerosi centri locali, bei paesi tra cui due centri termali importanti, come Castrocaro e Bagno di Romagna, e poi  Portico di Romagna, Sarsina e tutti gli altri, dove cibo, soggiorno e passeggiate, senza strafare, si possono combinare molto bene.

 

 

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