Appennino Tosco-Emiliano


appennino tosco emiliano(Visualizza la mappa in scheda separata)

 1. Introduzione

2. Luoghi

3. Articoli

 

 

1. Appennino Tosco-Emiliano: introduzione

Appennino Tosco-Emiliano: si sa dove comincia ma non dove finisce. Il passo della Cisa è un punto fermo, per l’inizio. Poi bisogna trovare il confine col il tratto Tosco-Romagnolo.  Un tributo al campanilismo, ma anche alle evidenti differenze nella morfologia delle montagne. Differenze anche della geologia, sulla quale però non sono sufficientemente ferrato da poterla usare come uno strumento di discriminazione ! Quindi vado un po’ a naso e a senso, ma un dubbio resterà, in questa classificazione. Magari ognuno metterà una parte dove vuole, a scelta tra Emilia o Romagna. “Tosco”, sempre, anche se tra Lucchesi e Fiorentini probabilmente corre lo stesso sano campanilismo che c’è tra Emiliani e Romagnoli. Ma in Garfganini, Casentinesi o Frignanesi o tutti gli altri popoli della montagna, troverete sempre gli stessi spunti, quelli che se vi fate conquistare non vi lasciano più, un po’ le ragioni di più di 1000.

Dunque, torniamo a noi. Il primo tratto di questo Appennino è bene caratterizzato. Dalla Cisa, dopo il passo del Cirone,  il crinale Appenninico si alza subito in quello che è l’alto Appennino, il tratto dove si può respirare aria di alta montagna e di vegetazione di altitudine. Proseguirà, quasi rettilineo, dal parmense al bolognese, segnando sempre il confine tra Emilia e Toscana.

rossena castello

il castello di rossena, una delle mete più note della collina reggiana; una delle tante per escursioni nelle basse valli emiliane

Sul versante emiliano i fiumi scorrono tutti paralleli, verso il Po, fino alla pianura, creando lunghe valli e crinali, con una struttura che si ripete: l’alta montagna, la media le colline e poi la pianura. Un struttura già presente nelle parti piacentine e parmensi, in cui però l’alta montagna sostanzialmente manca. Convenzionalmente, il tratto dell’alto Appennino è suddiviso in funzione dall’appartenenza a province emiliane e relativi bacini fluviali. Quindi, il Parmense, con le valli del Parma, ed Enza; il Reggiano, con le valli dell’Enza e Secchia, il Modenese, con i bacini del Secchia e Panaro e il Bolognese, tra Panaro e Reno. La parte di pianura e di collina è piena di cose interessanti, che si tendono a trascurare, anche perchè sono un po’ più diffuse, rispetto alla concentrazione che abbiamo sul versante toscano; castelli, vecchi centri, e scorci di paesaggio e ambienti però non mancano.

 

pontremoli

pontremoli, lunigiana, uno dei centri storici principali del versante toscano dell’appennino tosco-emliano

Il versante toscano caratterizza  fortemente, questo tratto di Appennino. Alla breve appendice ancora di  Lunigiana, centrata su Pontremoli, segue l’alta valle del Serchio, cioè la Garfagnana. Poi, quando il Serchio va a S, per girare attorno alle ultime propaggini delle Apuane, dopo il nodo di Bagni di Lucca,  c’è la valle della Lima. Le valli del Serchio me della Lima sono sostanzialmente parallele al crinale. Poi la valle della Lima piega a N, verso l’Abetone e il crinale si fa più sinuoso, resiste ancora in quota fino al Corno alle Scale, e poi scende, e l’Alto Appennino finisce. Quindi, adotterò per questa parte una divisione un po’ diversa da quella tradizionale.

Dopo l’alto Appennino bolognese,  inizia la parte “di transizione”. Sul versante Emiliano, si è entrati nella valle del Reno, che non finisce più nel Po. Su quello toscano, i fiumi scendono già verso l’Arno. Il crinale va un po’ a zig-zag. Qui certamente di Romagna non si può ancora parlare. I confini della Toscana entrano sul versante N del crinale, che ora si abbassa fino alle quote inferiori in assoluto.

Diciamo che un primo punto di stacco è il passo della Futa, dove il crinale torna ad assumere un andamento abbastanza rettilineo, da NO a SE. A est, la conca di Firenzuola è ancora Toscana, ma la valle è quella del Santerno, il fiume di Imola, ancora provincia di Bologna, ma già culturalmente Romagna. Il passo successivo è il Giogo di Scarperia, ancora sulla conca di Firenzuola, ancora Santerno a N e Sieve a S. Poi si arriva alla Colla di Casaglia, dove la conca di Firenzuola tocca la valle del Lamone; poco più sotto nasce il Senio: fiumi che iniziano in Toscana, ma romagnoli a tutti gli effetti; a S, sempre la Sieve. Però il Santerno e il Senio finiscono ancora nel Reno, il Lamone va all’Adriatico per conto suo. Quindi qui non ci sono più dubbi: il Tosco-Emiliano è già diventato Tosco-Romagnolo.

Quindi vedete voi, tra Futa e Colla di Casaglia c’è l’alta valle del Santerno e la transizione si compie:  il limite tra Emiliano e Romagnolo potete metterlo dove volete. Io, per convenienza, mi fermo in questo capitolo alla Futa.

 

2. Appennino Tosco-Emiliano: luoghi

 L’Appennino parmense-reggiano-lunigianese

orsaro braiola nebbia da marmagna

le cime dei monti orsaro e braiola, che sbucano dalla nebbia di lunigiana

 

Dove l’Appennino si alza. Ancora Toscana con influenze liguri, che poi spariranno. Dall’altra parte, passaggio da Parma a Reggio. Ancora viste sul mare, che non spariranno subito, ma diventeranno un po’ più difficili. E le prime grandi montagne di questo tratto di Appennino.

 

 

L’Appennino reggiano-modenese e della Garfagnana

apuane cima prado

vista delle apuane dal monte prado, appennino reggiano-garfagnino

 

L’Appennino e la Garfagnana, con i suoi paesi medioevali e le Apuane di fronte, che coprono quasi sempre il mare. Catene laterali da una parte e dall’altra , dove prolungare il nostro cammino. Ancora montagne famose e frequentate, laghi e praterie di alta quota.

 

 

L’Appennino modenese-bolognese-pistoiese

cimone da roccapelago

il monte cimone, visto dalla chiesa di roccapelago

 

Il Cimone, la montagna più alta. Poi  ancora alto crinale e la discesa verso le sorgenti del Reno. Ultimi scorci del mare della Versilia e vista già sull’Appennino romagnolo. Inizia l’Appennino delle montagne coperte di bosco fino sulle cime, che ci accompagnerà per molto ancora.

 

 

L’Appennino bolognese-fiorentino del Reno, tra Emilia e Romagna

castellaccio montovolo monte vigese

i profili di montovolo e monte vigese, dal borgo storico di castellaccio, appennino bolognese

 

La transizione. Finiscono i fiumi che vanno al Po, si inizia in Emilia e si finisce in Romagna, alla testata della valle del Reno e dei suoi affluenti. Sul versante toscano, siamo già verso la valle dell’Arno. Il crinale si abbassa e si fa sinuoso, coperto da boschi quasi senza fine.