I monti della costa Ligure di levante


costa ligure levante(Visualizza la mappa in scheda separata)

 1. Introduzione

2. Articoli

 
 
 

1. I monti della costa Ligure di levante: introduzione

Siamo qui veramente sui monti sul mare. Quelli dove salvo qualche periodo, e nelle parti più interne, potete camminare tutto l’anno. Dove potete partire dal mare e andare sui monti, per poi fare magari qualche rientro trionfale con il vostro zaino in spalla tra la gente che passeggia la domenica in qualche nota località balneare.

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dopo la piana di lavagna e chiavari la costa scende ripida sul mare

In Liguria di levante tutto questo si genera per l’andamento quasi parallelo alla costa che i due sistemi idrici principali assumono, come esposto anche nei capitoli che parlano della valle Fontanabuona e della val di Vara. A ovest la valle del Lavagna (Fontanabuona), che confluisce, assieme alla val Graveglia, nella piana di Chiavari-Lavagna; a est la val di Vara. Gli spartiacque che delimitano a sud queste valli formano appunto il complesso dei “monti sul mare”. Sono quindi tutti i monti che delimitano le piccole valli dei torrenti che scendono direttamente al mar Ligure; alcune sono brevissime, con i crinali realmente quasi sul mare, come nelle zone di Sori, tra Chiavari e Sestri Levante o delle Cinque Terre; altre sono un po’ più articolate, come le valli dei torrenti a sud della val Graveglia, che si uniscono a formare la piccola piana di Sestri Levante. Quando lo sviluppo è maggiore, le valli di nuovo tendono a svilupparsi in parte con andamento quasi parallelo alla costa e il crinale ad allontanarsi un po’ dal mare. I bacini di queste valli sono poi delimitati ai lati da crinali, a volte molto marcati, che finiscono direttamente in mare, formando i promontori più noti della zona. E’ quindi una situazione un po’ complessa, che genera paesaggi e microclimi anche piuttosto diversi; la cui diversità è stata accentuata da secoli di attività umane di cui, nonostante lo sviluppo delle località costiere degli ultimi decenni, si trovano ancora le tracce.

rapallo, dall'inzio salita verso il monte manico del lume

rapallo, dall’inizio salita verso il monte manico del lume

Vi potrete magari chiedere cosa c’entrino zone balneari con l’idea di più di 1000; zone, come le Cinque Terre, dove la bassa stagione quasi non esiste; dove il turismo dei gruppi, rovesciati da autobus e crociere, imperversa. “Rapallizzazione” è termine diventato, negli anni sessanta, sinonimo di urbanizzazione disordinata. Diciamo che, per certi luoghi, vanno scelti i tempi; per molti altri non c’è problema: a volte basta spostarsi di pochi chilometri dalla linea di costa che la folla non c’è più. E poi, seppure ancora  rari, ci sono operatori che guarderebbero di buon occhio un turismo meno invadente.

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mulattiera di pietra nell’entroterra di rapallo

La zona è comunque una meta da considerare bene, senza fermarsi alle Cinque Terre o al monte di Portofino. Ci sono centri sul mare, dal paese minuscolo alle piccole città di fascino; quasi ognuno di loro ha il suo santuario, in alto su una collina, con ancora le vecchie mulattiere che lo raggiungono. Ci sono vecchi centri storici, in numero esorbitante, dovunque. Ci sono crinali vista mare con macchia mediterranea, ma anche, a poco distanza dalla costa, castagneti nelle valli interne, mulattiere di sasso e inaspettati ambienti pastorali con atmosfera arcaica. Basta studiarsi gli itinerari e andare !

vecchi terrazzamenti e castagneti da frutto in una valle nel primo entroterra di bogliasco

vecchi terrazzamenti e castagneti da frutto in una valle nel primo entroterra di bogliasco

Dalle vicinanze del passo della Scoffera, da cui siamo partiti, si stacca anche il crinale che si dirigerà ad est, delimitando poi a sud la valle Fontanabuona. Dal nodo di monte Bado, se ne stacca un altro che va ad ovest,  segnando il confine con la val Bisagno che qui, come ognuna che si rispetti, ha andamento parallelo alla costa. Dalla parte mare, c’è in pratica la periferia di Genova, Quarto, Nervi, Bogliasco… e cominciano a salire sentieri che salgono verso la montagna. E qui le prime sorprese. Salendo lungo i crinali da Nervi, Bogliasco, Pieve Ligure, Sori, a due passi dalla costa, in vista dell’autostrada, valli terrazzate e con castagneti sui versanti in ombra; ambienti di ex pascolo con mulattiere, muri di delimitazione ed edifici pastorali dall’aspetto arcaico; arrivando fino ai monti Bado e Croce dei Fo’, sembra di essere in alta montagna. Viste sull’Antola, innevato d’inverno e sull’arco delle Alpi Marittime che, nei giorni chiari, si vede da tutta la costa di levante, ma qui è più vicino. Nei sentieri a mezza costa, mulattiere tra gli olivi e centri abitati, e la vista su Genova e sul monte di Portofino.  Si può camminare presso il crinale o sui sentieri a mare, con paesaggi completamente diversi: questa sarà caratteristica costante, fino a Bocca di Magra, dove la Liguria finisce.

muri a secco e vecchi edifici pastorali presso il monte bado

muri a secco e vecchi edifici pastorali presso il monte bado

D60_0676camogli e il monte di Portofino da santuario di monte croce, sopra pieve ligure

camogli e il monte di Portofino dal santuario di monte croce, sopra pieve ligure

 

 

 

 

 

 

 

Oltrepassata la conca di Recco, da cui si può comunque salire, le cose cambiano un po’.

Verso sud, si stacca la dorsale che si allarga nel monte e nel promontorio di Portofino, percorso da sentieri che salgono da tutti i lati: Recco, Camogli, Ruta, Santa Margherita. Una meta di per sè, percorsa da sentieri su tutti i lati. San Fruttuoso è quasi un obbligo, anche se non sarete certo soli; raggiungerla a piedi non è mai banale, da nessuna parte, soprattutto se si ritorna anche a piedi. Camogli non si può perdere.

punta chiappa, genova e il gruppo del beigua innevato, da un sentiero del monte di portofino

punta chiappa, genova e il gruppo del beigua innevato, da un sentiero del monte di portofino

D60_0364 s fruttuoso febbraio 2013

la baia di san fruttuoso è una tra le mete più frequentate dagli escursionisti

 

 

 

 

 

 

 

 

i crinali attorno al manico del lume e la vista verso il monte croce dei fo'

i crinali attorno al manico del lume e la vista verso il monte croce dei fo’

Continuando, invece, il crinale diventa man mano più boscoso e via via più sottile, fino a valicare il nodo del Manico del Lume, dove c’è qualche passaggio un po’ più impegnativo.  Siamo proprio sopra la “famigerata” Rapallo, con centro del resto piacevole; ma attorno vedete ancora terrazzi, piccoli centri e due valli quasi speculari (guardatele, ingrandendo la carta, a partire dal Manico del Lume: sono sicuro che vi viene voglia di andarci).

Dopo questo tratto il crinale si addomestica, correndo boscoso fino a Chiavari, con viste prevalenti sulla valle Fontanabuona e il monte Caucaso e Ramaceto, ma anche sul mare. Anche la “passeggiata” sul versante mare, salendo tra strade poco frequentate nelle località tra Rapallo e Chiavari, è piacevolissima.

monte ramaceto, dal crinale dell'anchetta, sopra chiavari

monte ramaceto, dal crinale dell’anchetta, sopra chiavari

DSC_3745 il golfo del tigullio e il promotorio di portofino, dal crinale sopra zoagli

il golfo del tigullio e il promotorio di portofino, dal crinale sopra zoagli

 

 

 

 

 

 

 

A Chiavari (non mancate il centro) bisogna scendere: c’è da attraversare l’Entella, ma già a Lavagna si può risalire sulla dorsale che delimita a sud la val Graveglia; ancora tra terrazzi, oliveti, viste mare e poi ambienti improvvisamente ancora di montagna. Dal nodo di monte Capenardo, si può scendere a Sestri Levante, altro posto da non perdere, e da cui tra poco riprendiamo.

la baia del silenzio, di sestri levante e il golfo del tigullio, da punta manara

la baia del silenzio, di sestri levante e il golfo del tigullio, da punta manara

reti per la raccolta delle olive su vecchia via pedonale nelle colline di cavi di lavagna

reti per la raccolta delle olive su vecchia via pedonale nelle colline di cavi di lavagna

 

 

 

 

 

 

 

DSC_2913 monte zatta da crinale per  capenardo dicembre 2012

i monti zatta e chiappozzo, dal crinale presso il monte capenardo

Dal monte Capenardo, il crinale fa però un largo giro attorno alle valli che convergono a formare la piana di Sestri e  Riva Trigoso. Il torrente Petronio, ancora una volta si mette un po’ di traverso alla costa e si allunga un po’. Il crinale si raccorda con l’alta val Graveglia e l’alta val di Vara (zone lasciate in altra pagina) al passo del Bocco di Bargone, da dove scende lungo la dorsale dell’Alpe di Maissana fino al monte San Nicolao e il passo del Bracco, per formare poi il contrafforte che finisce in mare a punta Rospo, che segna il confine tra le province di La Spezia e Genova, tra Deiva Marina e Moneglia.  Zone poco frequentate, ma percorse da sentieri e con grandi viste sul mare e sull’interno. Dal San Nicolao, verso est, il crinale segna invece il confine meridionale della val di Vara, fino alle porte di la Spezia, con ancora qualche giro attorno alle valli di Deiva Marina e Levanto.

la costa fino a punta mesco, da punta baffe

la costa fino a punta mesco, da punta baffe

vigneti e costa, da case serra, deiva marina

vigneti e costa, da case serra, deiva marina

 

 

 

 

 

 

Se da Sestri cominciamo a seguire i sentieri che vanno su è giù per le dorsali che si staccano dal crinale e scendono al mare, entriamo in quel percorso che può finire a Portovenere, dove il mare è il vostro compagno, ma potete raggiungerlo quasi solo quando scendete ai paesi. Un itinerario prima di macchia mediterranea, terrazzi, rimboschimenti a pini percorsi dal fuoco, tra Sestri e Levanto, passando per i promontori di punta Manara e punta Baffe e Moneglia, poi i centri di Moneglia, Deiva, Framura e Bonassola.

moneglia, dalla collina di lemeglio

moneglia, dalla collina di lemeglio

strada del nucleo antico di costa, framura

strada del nucleo antico di costa, framura

 

 

 

 

 

 

baia di bonassola da punta levanto

baia di bonassola da punta levanto

levanto, dalla collina sovrastante

levanto, dalla collina sovrastante

 

 

 

 

 

 

 

Poi terrazzi e pinete, tra Levanto e Monterosso, passando per il promontorio di punta Mesco, dove si entra nelle Cinque Terre. Nomi troppo noti, anche quasi a ripeterli: Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola, Riomaggiore, troppo note per descriverle, ma una rassegna di foto non può mancare, senza trascurare i centri e i monasteri in costa.

monterosso dal sentiero per vernazza

monterosso dal sentiero per vernazza

vernazza dal sentiero per monterosso

vernazza dal sentiero per monterosso

 

 

 

 

 

 

corniglia e punta mesco, dai vigneti di volastra

corniglia e punta mesco, dai vigneti di volastra

manarola, dal sentiero per volastra

manarola, dal sentiero per volastra

 

 

 

 

 

 

 

volastra e le pendici terrazzate, ancora coltivate a vite

volastra e i terrazzi ancora coltivati a vite

riomaggiore marina

riomaggiore marina

 

 

 

 

 

 

Terrazzi a vite e macchia, e ancora pinete; non vi stancherete mai di guardarvi attorno.

i terrazzi ancora coltivati nella zona di volastra

i terrazzi ancora coltivati nella zona di volastra

... e quelli abbandonati che giungevano fino al mare

… e quelli abbandonati che giungevano fino al mare

 

 

 

 

 

 

 

Si finisce con la zona straordinaria di Tramonti, tra Riomaggiore e Portovenere (ancora da non perdere), con alcuni tra i tratti terrazzati più scoscesi e i centri costieri attaccati a queste coste ripidissime e il borgo di Campiglia sul crinale.

il borgo di schiara e la costa fino all'isola del tino

il borgo di schiara e la costa fino all’isola del tino

la scalinata da cartolina che porta a monesteroli

la scalinata da cartolina che porta a monesteroli

 

 

 

 

 

 

 

notturno invernale sul golfo di la spezia con le apuane innevate

notturno invernale sul golfo di la spezia con le apuane innevate

Tutta una rete di sentieri che si può percorrere a diverse quote; di traverso, tra i paesi, o salendo e scendendo, con giri cirolari. E ancora, salendo dalle valli interne e scendendo al mare. Tenendo presente che, da Genova a la Spezia, tutti i centri sulla costa sono collegati dal treno, creando qualcosa che non so se sia unico al mondo nel suo genere, ma certo ci va vicino!

In prossimità di La Spezia ci si può prendere una pausa, o si può aggirare la città camminando sulle colline che la circondano, e sono ancora il crinale spartiacque con la val di Vara prima e del Magra, poi.

Ma non è finita: si passa sopra Lerici, dove può venire voglia di scendere, a meno che non si risalga proprio da lì. Al valico poco marcato di Pugliola inizia l’ultimo pezzo di questo viaggio. Il promontorio del Caprione, tra il fiume Magra e il mare, ancora coperto da una rete di sentieri. Viste sul mare, sull’Appennino e le Apuane, dove andremo tra poco.

dalle pendici del monte rocchetta: versilia e apuane

dalle pendici del monte rocchetta: versilia e apuane

.... e portovenere con l'isola palmaria

…. e portovenere con l’isola palmaria, sull’altro versante

 

 

 

 

 

 

 

Borghi assolati e sul versante marino:  di mezza costa, La Serra; sul mare, Tellaro; sul crinale, Montemarcello.

la marina di tellaro

la marina di tellaro

una via di la serra

una via di la serra

 

 

 

 

 

 

Dall’altra parte Ameglia e Bocca di Magra, alla foce del fiume, ancora affascinante, anche se non com’era prima che la trasformassero in porto turistico. Sentieri di tutti i tipi, anche abbastanza impegnativi. Ancora terrazzi, centri abbandonati, oliveti, macchia e pineta e viste sul mare.

pescatori a bocca di magra con le apuane sullo sfondo

pescatori a bocca di magra con le apuane sullo sfondo

una delle spiagge accessibili dal mare o con sentieri difficili del promontorio del caprione

una delle spiagge accessibili dal mare o con sentieri difficili del promontorio del caprione

 

 

 

 

 

 

 

E adesso basta. Chi vuole andare, vada. Chi vuole assistenza, me lo dica !