I monti delle “quattro province”


monti delle quattro province - mappa(Visualizza la mappa in scheda separata)

 1. Introduzione

2. Articoli

 
 

 

1. I monti delle “quattro province”: introduzione

Se guardate sulla mappa, vedete che questa zona è racchiusa in un’ansa dell’alta valle del Trebbia e dall’alta valle dello Scrivia: due fiumi padani, che portano la loro acqua nel Po e quindi nell’Adriatico. Ma che nascono a due passi dal mare Ligure, dove il crinale appenninico quasi lo tocca. Partiamo infatti dal passo della Scoffera, quel valico a nord di Genova di cui non si nota quasi l’esistenza, dato che è vicinissimo al mare e tutti passano veloci per l’autostrada. Ma da qui, proprio verso nord, parte lo spartiacque tra Trebbia  e Scrivia, che rappresenta l’ossatura di questa parte di mondo. Con le sue valli principali e valli laterali di piccoli centri e di vecchi mulini.

senarega  - più di 1000

il borgo medievale di senarega

Cominciamo allora a salire in quella valle boscosa, l’alta Val Brevenna,  che vedete a ovest dell’Antola, dove c’è Senarega. Questo è proprio un esempio ideale di più di 1000. Senarega è un paese medioevale, dove non abita in permanenza più nessuno; però c’è chi cerca di mantenerlo vivo. Nella valle ci sono altri centri, come Tonno; ci sono le tracce delle attività del passato; ci sono sentieri che salgono al monte, passando per questi centri. L’Antola è un monte, non altissimo, ma famosissimo e frequentatissimo; vi permette di cominciare a studiare la geografia dei luoghi, cominciando a guardare tutti gli altri monti e i posti attorno: dall’Antola i monti dell’Appennino ligure li vedete quasi tutti, fino al Gottero, e anche oltre fino alle sagome delle Apuane.

 

monte antola, appennino ligure, ragola, maggiorasca, penna, aiona, gottero, ramaceto, caucaso - più di 1000...

persone sull’antola e vista sull’appennino ligure verso E: ragola, maggiorasca, penna, aiona, gottero, ramaceto, caucaso…

All’Antola potete anche salire dalle valli del Lago di Brugneto, dove c’è, per esempio Bavastri; sono sentieri tra i boschi, ma anche tra vecchi ambienti pastorali e, soprattutto, che ancora collegano questi piccoli centri, con la loro vita, ormai quasi solo estiva, e le loro fontane.  O da varie parti, anche facilmente dal valico delle Capanne di Carrega, oppure dal versante N, ad esempio dal villaggio di Vegni, che è già Piemonte.

E’ però quella zona di Piemonte dove molti paesi hanno nel nome l’aggettivo “ligure” e dove le parlate ligure e piemontese si incrociano parecchio. Dall’Antola vedete queste valli, che sono poi l’alta val Borbera. Di fronte, vedete i monti che la delimitano a N: Ebro e Chiappo; a destra quelli che la chiudono ad Est, dal Carmo al valico di Capanne di Cosola. Immaginate, dall’Antola, di camminare lungo il crinale verso Est, dove vedete il confine tra Liguria e Piemonte; passate per le Capanne di Carrega e poi piegate a Nord, raggiungendo il monte Carmo.

Se vi affacciate verso Est vi si spalanca la val Boreca, ma qui torniamo tra un po’. Se contiunate a camminare sul crinale verso N, cambiate confine: ora siete tra Piemonte ed Emilia. Camminate ancora, su crinale ora aperto, ora boscoso, passate il nodo del Legnà e arrivate al valico di Capanne di Cosola, la porta tra la val Borbera e la val Boreca.

appennino ligure, monti alfeo e lesima da montarlone - più di 1000

i monti alfeo lesima, visti dal montarlone, sembrano montagne gemelle

Se andate ancora a nord, salite al monte Chiappo, con la sua ampia vista sul Lesima e l’Alfeo; e qui il confine è cambiato ancora, dato che viaggiate tra Piemonte e Lombardia. Andate a sinistra e viaggiate in Piemonte, su un ampio crinale aperto, fino all’Ebro e oltre, per vedere la pianura del Piemonte. Potete anche  scendere ai villaggi di Salogni o Bruggi; da questi però potete anche partire, per salire  su questi crinali; ma anche dalla valle Borbera, da Montaldo di Cosola.

 

Ma torniamo un attimo indietro, per guardare un po’ più a Est. A quella specie di mito che è la val Boreca; una valle ripida, di boschi e di villaggi, tutta in Emilia, anche se si appoggia a Liguria, Piemonte e Lombardia; è un po’ il cuore di questa zona chiamata i monti delle “quattro

val boreca, monte alfeo, artana, bogli, suzzi - più di 1000

alta val boreca, con i centri di artana, pizzonero e suzzi; il monte alfeo e lo sfondo dei monti dal ragola all’aiona, passando per il maggiorasca

provincie”:  Piacenza, Genova, Alessandria e Pavia. Artana, Bogli, Suzzi, Pizzonero, Belnome, Tartago: villaggi descritti sempre con un senso di mistero e di fascino; e in effetti, anche se sono ormai tutti raggiunti da strade, sono ancora abbastanza remoti e quasi disabitati d’inverno. Dai monti circostanti non vedete li mai tutti, perchè sono situati in valli diverse, profonde e ripide. Se unite a questi Cerreto, Zerba, Vesimo, Pej sul versante del Lesima, fate quasi le “Dieci Terre” della val Boreca. La valle ha di guardia il Lesima e l’Alfeo; visti da distanza, dai monti della val d’Aveto, sembrano montagne gemelle; al Lesima potete salire da Cerreto, Zerba, o anche Vesimo, per vecchi sentieri, o dal crinale che parte dal valico di Pej, a est di Capanne di Cosola; all’Alfeo da Tartago, ma anche dalla val Trebbia, da Gorreto.

 

bogli, val boreca, monti delle quattro provincie - più di 1000

vista di bogli, uno dei centri della val boreca

mulino di campi, monte alfeo  - più di 1000

macine originali dell’antico mulino di campi, alle falde di monte alfeo