Nodo del Fumaiolo, Carpegna, Sasso Simone

 

nodo del fumaiolo(Visualizza la mappa in scheda separata)

 1. Introduzione

2. Articoli

 

 

1. Nodo del Fumaiolo, Carpegna, Sasso Simone: introduzione

Nodo del monte Fumaiolo, Carpegna, Sasso Simone: uso questa notazione geografica per indicare un gruppo di monti che rappresentano davvero un nodo, in quanto, più o meno in loro corrispondenza, il crinale delll’Appennino cambia direzione e si dirige verso sud; i fiumi adriatici quindi assumono progressivamente un andamento ovest-est. In realtà, questo nodo comprenderebbe anche la catena dell’Alpe della Luna, che chiude la val Marecchia; però questa catena ha già l’andamento tendenzialmente N-S che caratterizzerà il crinale, ed è parallela a quelle della Toscana interna che delimitano le alte  valli del Tevere e dell’Arno; inoltre, territorialmente fa parte della Toscana, che qui entra di nuovo sul versante adriatico, col comune di Badia Tedalda;  pertanto, la tratterò in altro capitolo.

Questo “nodo”, quindi, è un punto di riferimento per un territorio ampio e vario, che si sviluppa a ventaglio tra la destra del Savio e la sinistra del Metauro, prima in Romagna e poi nelle Marche, con le valli del Savio e del Marecchia , che nascono sul crinale; tra queste, le due valli minori del Rubicone e dell’Uso; poi le valli del Conca, Foglia e sinistra Metauro, escludendo le parti toscane. Buona parte della val Marecchia e del Foglia rappresentano la regione storica del Montefeltro. Comero, Fumaiolo e Carpegna si vedono bene dalla pianura di Cesena e Rimini. Dalle colline di Cesena e Rimini di vede l’Adriatico, ma anche da molte montagne più interne, nei giorni chiari.

 

mulattiera balze monte aquilone

la mulattiera tra balze e il monte aquilone

comero da dorsale fumaiolo

vista sul monte comero, dalla dorsale del fumaiolo

la cella

la valle di san giovanni inter ambas para

sorgenti del tevere

il cippo delle sorgenti del tevere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Partendo dalla parte alta, la strada tra Montecoronaro e Balze passa vicinissima alla cima del monte Fumaiolo; a dire il vero questa cima è boscosa, senza vista e occupata da vecchi ripetitori, quindi poco attarente. Però la dorsale che va dal Fumaiolo al monte Aquilone, per scendere poi in Val Marecchia, è molto interessante. Ci si può salire da vari punti e percorrerla anche tutta con percorsi ad anello, sul crinale o sui versanti sud o nord. Nel versante sud, che guarda Balze, ci sono  varie rupi rocciose, usate come palestre di roccia. Balze, in posizione centrale per le escursioni, è una delle frazioni di Verghereto, il comune che comprende tutta quest’area. Con tragitti relativamente brevi si può andare all’eremo di  sant’Alberico o raggiungere la bellissima valle della Cella, con l’ex monastero di San Giovanni inter ambas para, da diversi anni in corso di trasformazione in struttura recettiva. Per faticare un po’ di più si può salire da Casteldelci, minuscolo e attraente comune in val Marecchia. La zona del Fumaiolo è anche nota per la sorgente del Tevere, raggiungibile con brevi passeggiate e contrassegnate da cippo celebrativo del ventennio.

fumaiolo pascoli da colle peschiera

il gruppo del fumaiolo, dai pascoli del comero

alfero la castagneta

catagneti di alfero

 

 

 

 

 

 

Dal Fumaiolo si stacca un’ampia dorsale di pascolo che si apre verso la mole rotondeggiante del monte Comero. E’ anche questo boscoso e con una cima pianeggiante dove l’orientamento è difficile in caso di nebbia. Però può essere una ottima meta escursionistica, salendo da Alfero, una bella e tranquilla frazione di Verghereto, tra i castagneti, un tempo frequentato luogo di villeggiatura, oppure da vari altri punti. Abbinare Comero e Fumaiolo può di nuovo rappresentare una bella sfida per chi vuole cimentarsi in lunghe escursioni. Al Comero si può salire anche da Bagno di Romagna, sia direttamente, che come parte di un lungo giro attorno alla testata del Savio, passando per il passo dei Mandrioli, la dorsale dell’Alpe di Serra e Montecoronaro.

balze sassi simone  simoncello

chiesa di balze, con i sassi simone e simoncello di sfondo

Da Balze si può certo proseguire lungo il crinale, qui abbastanza basso e poco marcato, fino a raggiungere il passo di Viamaggio e l’Alpe della Luna; o sbizzarrire la fantasia scendendo a Badia Tedalda: però questo parte la trattiamo nel capitolo delle catene Toscane. Quindi adesso immaginatevi piuttosto di scendere nell’alta Val Marecchia e risalire dal lato opposto, dove ci  sono il Carpegna ed i Sassi Simone e Simoncello. Questi monti, molto vicini tra loro si trovano sul prolungamento di una dorsale che si stacca dall’Alpe della Luna e fa da spartiacque prima tra Marecchia e Auro e poi tra Marecchia e Foglia.

 

 

simone simoncello calanchi

sassi simone e simoncello, visti dalla zona dei calanchi

I sassi Simone e Simoncello sono due caretteristiche masse tabulari, con pareti verticali, che si staccano tra i boschi della Val Marecchia e i calanchi del versante opposto. Sono mete escursionistiche abbastanza note, spettacolari se visti da un po’ lontano o dal versante dei calanchi, che rappresentano di per sè un’attrazione. La via normale per il Sasso Simone, nella sua parte finale, è un’ampia mulattiera selciata costruita quando il granduca di Toscana decise di fare del posto una cittadella fortificata, che ebbe breve vita. Al Sasso Simoncello si può invece salire dalla sella tra i due Sassi, con un percorso parzialmente attrezzato che richiede invece un po’ di attenzione.  In tutti e due i casi, le viste migliori si hanno durante la salita e la discesa, dato che le cime tabulari non consentono una grande panoramica. Ai Sassi ci si può avvicinare abbastanza brevemente, tra i boschi e in parte su percorso selciato storico,  dal passo Cantoniera. Ma, se si vuole camminare di più, le possibilità non mancano, fino a partire dall’alta val Marecchia, da Miratoio, Castello di Bascio, bellissimo centro antico, fino al fondovalle di Ca’ Raffaello.

 

nerone catria cucco s vicino da sasso simone

monti marchgiani, dal nerone al s vicino, da sasso simone

alpe della luna da simoncello

i boschi fino all’alpe della luna, da sasso simoncello

sasso simone da cima simoncello

sasso simone, dalla cima del simoncello

bascio

il centro antico di castello di bascio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Carpegna è una grande montagna con la cima quasi pianeggiante e molto estesa, ed i fianchi scoscesi su due lati; verso est è invece aperta in una valle a forma ellittica da cui nasce il Conca: guardatela sulla mappa, sembra quasi una valle glaciale, ma non lo è. I pianori sommitali del Carpegna sono il regno dei bovini al pascolo. Alla cima si arriva con breve passeggiata dalla strada che conduce agli impianti da sci, vicino al rifugio e alleremo; sarete probabilmente impressionati dall’enorme parcheggio asfaltato. Ma belle escursioni salgono sia da Carpegna, sul versante marchigiano, che da Pennabilli, su quello Riminese, e dalle sue frazioni, come Scavolino o il lago Andreuccio. Dal Carpegna si ha bella vista su Montecopiolo, San Marino, fino al mare Adriatico. Camminando sul crinale che delimita la cima, si vedono poi, da punti diversi, i monti marchgiani, i Sassi Simone e Simoncello, l’Alpe della Luna, il gruppo del Fumaiolo e la valle Marecchia.

bestiame segnavia monte carpegna

bovini al pascolo, sulle cime del carpegna

passo trabocchetto

passo del trabocchetto, versante O del carpegna

 

 

 

 

 

 

 

 

impianti monte carpegna

impianti e parcheggio del carpegna, rupe di montecopiolo, san marino e costa adriatica

sasso simone simoncello alpe della luna da trabocchino

sassi simone e simoncello e alpe della luna, dal passo del trabocchino, versante E del carpegna

 

 

 

 

 

 

 

A parte questi tre gruppi montuosi, l’intera  area di questo capitolo è piena di attrazioni. Dal monte Aquilone, parte la dorsale che divide la valle del Marecchia dl quella del Savio. Perde progressivamente quota, tra paesaggi di boschi e pascoli cespugliati, fino a Sant’Agata Feltria, bel centro medievale e poi a Perticara, in posizione caratteristica sotto una rupe, e sede un  tempo della più grande miniera di zolfo d’Italia, di cui rimangono le testimonianze nel museo locale. Da qui, la collina si apre un po’ a ventaglio, con le valli del Rubicone, dell’Uso e di alcuni torrenti minori, verso Cesena, ed è piena di attrattive da cercare. Le colline tra Cesena e Savignano sul Rubicone sono piene di edifici fortificati e castelli, come Sorrivoli, Montiano, Monteleone, con viste inattese su scorci dell’Adriatico e la vista su San Marino dal balcone di Montecodruzzo. Montetiffi è la patria delle teglie, le piastre di terracotta dove un tempo si cuocevano le piadine e molto altro. Sogliano è  il regno del formaggio di fossa. S. Giovanni in Galilea è situato su una rupe, con vista sulla  costa dell’Adriatico. Longiano è centro medievale, ormai alla porte della pianura.

perticara

vista di perticara e della rupe che la sovrasta

san marino da montecodruzzo

colline romagnole e s. marino da montecodruzzo

 

 

 

 

 

 

 

Si passa poi alla val Marecchia, così piena di cose interessanti che non si sa da dove cominciare e dove finire. La caretteristica della valle sono le numerosi rupi alloctone, su cui spesso sono stati edificati paesi o fortificazioni.  Nell’alta valle, si è già detto di Casteldelci. Pennabilli, il centro principale, è paese medievale dal cui castello o dalla rupe sopra il monastero si vede panorama tutto intorno. Ci sono poi Petrella Guidi, piccolo insediamento recentemente ristrutturato; il centro di Novafeltria, la “capitale” della valle,  la rupe della Rocca di Maioletto, possibile destinazione di un’interessantissima escursione, con vista improvvisa su San Leo, dalla cima. Poi San Leo, probabilmente la destinazione più nota della zona, dopo San Marino. Scendendo ancora, uno di fronte all’altro, Verucchio e Torriana,  sotto una rupe che sembra la copia piccola di quella di S. Marino; per finire sulla via Emilia con Sant’Arcangelo di Romagna, uno dei luoghi più attraenti. Anche qui, pertanto, c’è solo l’imbarazzo della scelta.

pennabilli panorama

il centro di pennabilli, dalla rupe del monastero

san leo

san leo, dal valico di montecopiolo

rocca maioletto

la rupe della rocca di maioletto

santarcangelo

strada del centro di sant’arcangelo di romagna

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lungo la valle del Conca ci sono numerosi centri a partire da Montecopiolo, in bella posizione vicino al Carpegna, per finire tra quelli dell’entroterra di CattolicaSaludecio, Montefiore Conca, Onferno, noto per la piccola area carsica nei gessi; non  sono certamente zone per grandi escursioni, ma  adatte per gite interessanti.  Infine la valle del Foglia, che parte in alto con Carpegna e Frontino, vicino a cui c’è il monastero di Montefiorentino, e da cui si può anche partire per salite ai Sassi Simone e Simoncello. A metà valle, sullo spartiacque con la valle del Metauro, c’è Urbino, che certo non ha bisogno di presentazioni.

montefiore conca

il centro di montefiore conca, dal castello

san marino da castello onferno

san marino, dal castello di onferno

 

 

 

 

 

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