SU DI ME

Filippo D'Antuono

Filippo D’Antuono. piudimille.com

In breve

Sono Filippo D’Antuono. Sono sempre stato io, semplicemente adattandomi ai tempi e agli eventi.
Da tanto tempo sono camminatore e curioso della natura, prima per me, attraverso varie tappe, poi in modo più strutturato. Adesso sono anche guida e operatore per la riconnessione alla natura, e questi sono i motivi principali di questo sito. Non sono però un terapeuta: vedete qua sotto le mie qualifiche.
Sono ancora ricercatore e docente universitario, verso fine della carriera.
Laureato in Agraria, con una specializzazione in Scienza e Tecnica delle piante medicinali; poi ho fatto carriera nella ricerca e università. Mi occupo di agricoltura, risorse naturali, piante, alimenti tradizionali. Il curriculum formale lo trovate sotto.
Tutte le esperienze che ho fatto hanno avuto un ruolo per me; quello che era importante è rimasto, il resto è andato. Ne è nata, spero, una buona e solida sintesi.
Mi diverto anche a scrivere qualche articolo sugli argomenti che conosco e libri di itinerari escursionistici, quando trovo un editore.

Filippo D’Antuono: le mie qualifiche

Guida escursionistica ambientale
Associato LAGAP

Guida di Bagno di Bosco
Association of Nature and Forest therapy guide and programs, Certified guide

 

Istruttore Nordic Walking
Scuola Italiana di Nordic Walking

 

Istruttore Camminata sportiva
Scuola Italiana di Camminata sportiva

 

Accompagnatore di e-bike
Scuola Italiana di e-bike

 

Accompagnatore turistico

 

 

Divulgatore di escursionismo, ambiente, risorse naturali e alimenti tradizionali

 

 

Coach personale e di natura

Coach diplomato © NSL Coaching - Corso approvato da ICF - (International Coach Federation)

Un po' di storia

Mi chiamo Filippo, e sono nato a Bologna, nel 1956.
Da quando avevo sette anni, passavo le estati sulla collina di Bologna, dove i miei allora avevano comprato casa; tutti i giorni in giro, tutto il giorno assieme all’amico Maurizio, che è diventato, tra l'altro un esperto dell'arte campanaria bolognese e suonatore di campane, e che ancora ogni tanto sento. Avevamo la voglia di esplorare quello che c’era attorno. All’inizio, c’erano ancora le famiglie di quelli che erano stati mezzadri. I genitori e i figli grandi erano ancora agricoltori. Poi i figli, grandi e piccoli, sono andati a fare altri mestieri. Stava avvenendo un grande cambiamento, di cui allora non mi rendevo conto.

L'amico Maurizio (a sinistra), alle prese con le campane dell'eremo di Tizzano, vicino a Bologna

E' seguita l’eclissi dell’adolescenza, in cui si fatica a trovare la dimensione. La campagna è stata trascurata, ma non dimenticata, è rimasta lì nascosta. Volevo fare il reporter di natura e viaggi, come Folco Quilici. Poi mi sono iscritto ad Agraria, con studi brillanti e veloci e ho iniziato la carriera universitaria, diventata il mio mestiere, che ora volge verso la sua naturale fine. Mestiere fatto bene, credo e con soddisfazioni, che mi ha anche permesso di viaggiare e alimentare le mie curiosità.
Ho continuato però a girare anche per conto mio, in buona compagnia o, spesso, solo. Sono stato al mitico Pollino e agli ancora più mitici monti di Orsomarso quando nessuno sapeva quasi cosa fossero, tranne i locali. Carte IGM alla mano e via, a trovare i sentieri. Un periodo con voglia di conoscere l’Appennino del sud. Poi sono iniziate le escursioni varie nel “mio” Appennino emiliano e un po' nell’Appennino centrale. Ci fu anche un’idea di fare il crinale dell’Appennino da nord a sud, iniziata assieme ad Alessandro Alessandrini, poi lasciata cadere. Ci hanno pensato poi altri, con le varie GEA, Sentiero Italia etc etc. Tanti pensieri che cominciavano a prendere forma e tante foto.
E’ seguito un periodo di viaggi. Diversi anni in Nord Africa, sempre indipendente, col fedele camper. Anche lì ho conosciuto luoghi e genti di montagna. Sembra una frase fatta, ma a volte è stato proprio come un viaggio indietro nel tempo; ma cambiamenti rapidi erano in corso. Poi, dopo l’apertura, ho fatto viaggi in est Europa e sulle montagne del Caucaso, in Georgia ed in Armenia, incontrando anche qui genti e luoghi di montagna e non. Ancora una volta, “indietro nel tempo”, ma passando attraverso cambiamenti veloci, con  qualcosa di inevitabile che stava per accadere.
E' stato quindi un periodo con meno escursioni, che preparava però ad un ritorno all'origine, che ha generato questo progetto.

Filippo D'Antuono. piudimille.com

Lago del cratere sommitale, monte Azhdahakh, monti Geghama, Armenia

Villaggio Zakagori, valle fiume Terghi, gruppo del Kazbeghi, Georgia

Il progetto e questo sito

Non avevo mai smesso del tutto di camminare, in verità. Primavera del 2011: ricordavo di avere letto, tanto tempo prima, delle fioriture del monte Catria e volevo andare a vedere. Parto con camper e cartine e dormo a Chiaserna; c’è ancora l'albergo aperto, dove ceno; poi ha chiuso e riaperto. C’è una strada che porta in quota, ma parto a piedi da Chiaserna, la mattina dopo, prima delle sette; quasi 1300 metri di salita fino alla cima del Catria: non male, dopo tanto tempo di poca attività. Il giorno è limpido; davanti a me c'è il monte Acuto, con tutti i sentieri delle cartine ben visibili; devo andarci: scendo alla sella tra i due monti e risalgo. Dall’Acuto, vedo il Catria, il versante che prima non avevo visto, con un altro bel sentiero: devo farlo. Scendo dall'Acuto, per via diversa, e risalgo di nuovo un po’ al crinale del Catria; poi giù a Chiaserna; arrivo alle sette di sera, con più di 1800 metri in salita fatti, altrettanti in discesa, e un po’ a pezzi. Però, che giornata, devo farne altre.

Comincio quindi a fare giri circolari, su montagne diverse, un po' a caso, molti con più di mille metri di dislivello. Nasce un'idea: e se li facessi un po’ in tutto l’Appennino, almeno quello più vicino, quello dove magari non ti aspetti di poter fare giri di questo genere? In fondo non me la sono cavata male sul Catria. E comincio con un programma, prima 50, poi 100, poi perdo il conto delle escursioni... devo mettere confini; le mie colonne d’Ercole per ora saranno il levante Ligure e le Marche nord; i monti Antola e Pennino. Però parto in genere sempre dai paesi, a volte molto in basso, questo è un punto fermo.

Si forma quindi l'idea attorno ai “più di 1000 metri” e la partenza da in basso. Detta così sembra l'idea di uno che voglia fare qualcosa per mettersi in mostra. Ma questa, in realtà,  è stata solo l’ispirazione, da cui tutto è partito, e che ha conservato il nome.

Alcune delle fioriture che mi accolsero al monte Catria

L'area di Appennino dove è nato più di 1000

Siamo al 2013 e 2014, con molte escursioni già fatte e la struttura un po' cambiata. In ogni zona, giri anche più brevi, alla portata di tutti. Quindi, ecco la voglia di condividere con altri con un programma editoriale, di libri di itinerari, che inizia a svilupparsi nel 2016. Finora ne sono stati pubblicati 6 volumi.

Intanto la storia continuava. Nei paesi da cui sono partito ho visto i segni del tempo. Strutture dove una volta la gente andava in vacanza, ormai chiuse. Tante cose cambiate, in questi anni. Quasi sempre nella stessa direzione, verso la chiusura di attività, che siano alberghi, trattorie o i negozi dei paesi. C’è però qualcuno che ci riprova o resiste.

Sentieri diventati strada o spariti, altri ancora ben messi. Tanto legno sui sentieri; trent’anni fa non c’era: una volta il legno caduto era raccolto e usato; poi ha iniziato ad accumularsi.
Penso a tutto quello che ho sentito e visto in questi anni: convegni ricorrenti, sulla montagna e i suoi problemi; progetti, più o meno grandi; innumerevoli nuovi itinerari, con nomi più o meno di fantasia, ognuno dei quali ha lasciato segnalazioni sul terreno, ormai vecchie e pannelli più o meno in disfacimento, con informazioni più o meno esatte. Parole e soldi spesi, che non si quanto abbiano cambiato la situazione.

Una delle tante strutture chiuse, in Appennino

Filippo D'Antuono. piudimille.com

Ci sarà un altro modo ?

Ho pensato che il modo sia che ognuno abbia voglia e modo di accostarsi alla natura ed al movimento, nel modo che preferisce, per poi ritornare.

Pertanto, ho proseguito il lavoro per mettere me stesso nelle condizioni migliori per fare da mediatore tra le persone e la natura. Adesso offro questo sito e tutte le attività che trovate.

Ancora, benvenuti.

Uno dei tanti sentieri trasformati in piste, poi abbandonate e soggette all'erosione

Legno caduto sui sentieri: una volta non c'era, perchè veniva subito raccolto. Filippo D'Antuono. piudimille.com

Curriculum

Potete scaricare, qui accanto, il mio curriculum.
Ci trovate sia la parte "accademica" che quella che riguarda le attività di questo sito.

Filippo D'Antuono. piudimille.com

Filippo D'Antuono: le guide escursionistiche

Le guide di itinerari escursionistici che ho pubblicato finora. Un taglio un po' diverso dal solito. Restate aggiornati: probabilmente, novità in arrivo